domenica 19 novembre 2017

RECENSIONE “ I MISTERI DELLA CRITTOGRAFIA” DI ROBERTO MASTROFILIPPO






• Editore: Arduino Sacco
• Data di Pubblicazione: 2008
• EAN: 9788863540567
• ISBN: 886354056X
• Pagine: 135
• Formato: brossura



Recensione

Un libro bianco nascosto da un numero, il 5, devo dire che riscuote fascino, curiosità e mistero, ma poi si digita su google il codice Isbn e voilà appaiono sullo schermo copertina e autore… bella trovata per la casa editrice Arduino Sacco di Roma! Stavolta un libro diverso dal solito dove un enigma storico si avvicenda fra le righe dai secoli avanti Cristo fino ai giorni nostri. L’autore ripercorre attraverso l’aiuto di valida bibliografia passi salienti e importanti che riprendono tante curiosità sulla vita di Giulio Cesare, il suo figlio segreto, il suo scriba poi diventato famoso nella storia dei tempi. Non finisce qui perché si ripercorrono le storia di Saulo, o meglio conosciuto come San Paolo per poi finire alle lotte fra cristiani e musulmani con i personaggi di Barbarossa, il pirata e Andrea Doria, il genovese. Tante nozioni storiche riprese con un tono di narrazione che si lega ai fili del tempo con facilità, anche se con notevole distanza tra un periodo storico e l’altro.
Giungiamo fino all’8 settembre 1943 per poi riuscire a rivisitare un fatto importante come la morte di Aldo Moro, il Presidente della Democrazia Cristiana ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978. Una raccolta di lettere da lui scritte, solo in parte recapitate, alcuni risvolti che non tutti conoscono di un periodo storico essenziale alla nostra società odierna.
Perché lo scrittore ancora una volta ci fa capire come senza passato non possiamo essere presente, non siamo nulla… ma soprattutto come il mistero della crittografia, la sua nascita e la sua evoluzione nascoste dietro l’enigma del Quadrato Magico di Pompei possano essere analizzate e scoperte passo dopo passo, secolo dopo secolo. Un romanzo che è a mezza strada fra realtà e fervida fantasia, ma dove scopriamo che la fantasia a volte non è anche la trasposizione della realtà?


Francesca Ghiribelli

sabato 18 novembre 2017

RECENSIONE DI “SALOME’” DI DARIO BELLEZZA




Autore: Dario Bellezza
Genere: Poesia, Opera Teatrale
Prezzo: 9,90
Editore: Arduino Sacco

Sinossi
Con Salomè Dario Bellezza esplora i territori del dramma religioso. II dramma dello scontro delle immagini. Da una parte Erode, Erodiade e Salome, dall’altra il Battista e Cristo. II sacro e il profano risfolgorano ciascun nell’ambito del regno che gli è proprio in vista di una dannazione nella carne, un fallimento poetico già adombrato nell’ultima raccolta di Bellezza: Libro di poesia (Garzanti 1990). II terreno di Salomè, lo spazio privilegiato, e quello del desiderio fisico; l’enigma erotico della carne. L’Eros decadente e le sue figure, il principio estetico nel quale i personaggi, ciascuno attraverso una voce, finiscono con l’impantanarsi, sono lo specchio di un’incapacità ad amare. Nel suo lungo monologo Erodiade ne detta i principi, “Basta con la poesia! Agire! Agire! Agire!”, oppure “Anticipare il sogno, è questo il problema”.

RECENSIONE
Un libro dai risvolti classici e accademici in cui si riprende una parte di storia ai tempi del Cristo poco ripresa dagli scrittori in generale. Un’opera teatrale suddivisa in parti, dove le voci di Erode, Erodiade, Giovanni e Salomè si danno il cambio con versi poetici a volte crudi, erotici e in altre pervasi da struggente dannazione. Impegno carnale e in parte una sorta di arresa all’enigma dell’esistenza terrena. Là dove anima e cuore si uniscono in simbiosi in un monologo, in cui si può rincontrare un tema ancora odierno e originale come l’incapacità di amare. Già a quell’epoca il forte senso dell’estetismo, il folle desiderio di compiacere piaceri fisici incrocia il sentimentalismo della poetica, che alla fine in una introspettiva riflessione fa comprendere quanto il poeta stesso sia alla fine “sconfitto e deluso”: pur essendo preda della poesia stessa, è pur sempre un comune mortale all’interno dei confini della vita. Perché la poesia è molto, molto di più. Va oltre i confini del reale e di ciò che si può esprimere con le parole.

GIUDIZIO BUONO

DI FRANCESCA GHIRIBELLI

venerdì 17 novembre 2017

RECENSIONE “SAI TENERE UN SEGRETO?” DI SOPHIE KINSELLA


• GenereNarrativa rosa
• Editore:Mondadori
• Collana:Oscar bestsellers
• Data uscita:28/06/2005
• Pagine:321
• Formato:Tascabile
• Lingua:Italiano
• EAN:9788804547693

Descrizione


Emma Corrigan è una ragazza normale, lavora in una multinazionale ed ha un fidanzato simpatico. E come tutte le ragazze normali coltiva i suoi sogni, i suoi segreti e le sue paure. E proprio cercando di fronteggiare una delle sue più grandi paure, quella di volare, si trova a raccontare tutti i suoi più intimi segreti al suo compagno di viaggio, un simpatico americano. Che altri non è che... Abbandonata Rebecca, la protagonista del ciclo "I love shopping", Sophie Kinsella regala ai suoi lettori un nuovo divertente personaggio femminile.


RECENSIONE

Una esilarante avventura fra gli alti e bassi del cuore. Il primo libro che leggo di questa famosa autrice. Diciamo che amo le lettura più profonde, poetiche con ambientazione storiche o in costume, ma a volte cambiare genere non fa mai male! Mi diverto a leggere di tutto e leggendo le vicende amorose di Emma Corrigan i ventisette capitoli scorrono uno dietro l’altro arrivando alla fine di un libro con più di trecento pagine senza annoiare mai. L’inizio zoppicava un attimo, ma poi la trama è abbastanza brillante, anche se semplice, se pur non sorprende, è piacevole da intraprendere. Emma sarà alle prese con la storia attuale a fianco di Connor, mentre dall’altra l’incontro inaspettato sull’aereo con uno sconosciuto la farà riflettere su ciò che prova veramente. A volte non è oro tutto ciò che luccica! Nella vita sempre meglio non accontentarsi ma aprire gli occhi per comprendere chi siamo veramente e cosa desideriamo dalla nostra vita… e a Emma serviranno il panico da viaggio in aereo e una gran disperazione per far uscire ogni suo più intimo segreto. Sicuramente la nostra paura di svelarci agli altri ci limita la vita non facendoci trovare la vera felicità. Per questo una trama che appare scontata spesso può regalare una morale utile per la nostra esistenza! Consigliato a tutti, anche ai maschietti!




Francesca Ghiribelli

lunedì 6 novembre 2017

RECENSIONE LA RAGAZZA DI DRESDA DI CAROLYN SLAUGHTER



• Copertina rigida: 215 pagine
• Editore: Corbaccio (22 febbraio 2007)
• Collana: Romance
• Lingua: Italiano
• ISBN-10: 8879728288
• ISBN-13: 978-8879728287

SINOSSI

Un uomo si trova a vagare per le strade di New York che non è ancora mattina. È spinto dall'angoscia, dalla sensazione di doversi muovere, di dover andare verso sud. Si imbarca su un aereo diretto a Memphis e incontra una giovane donna alla quale, inspiegabilmente, si trova a raccontare la sua situazione. Ricorda il suo nome, Kurt Altman, di origine tedesca, ma non sa nulla della sua vita. La sua memoria ricopre solo l'ultimo mese, un mese fatto di motel e improvvise fughe notturne, di lunghe camminate senza destinazione e di incubi terrorizzanti. Lei, Hannah, lo ascolta e cerca di capire se mente. In fondo è proprio questo il suo mestiere, scoprire se le persone che intervista per lavoro, generalmente dirigenti e amministratori di grosse aziende che hanno avuto tracolli finanziari, dicono o meno la verità. Ma questa volta non è così facile, l'attrazione fra i due è subito intensa e non consente un "distacco professionale". A poco a poco, però, Kurt, nell'affannosa ricerca di un passato che non è solo il suo ma anche quello della madre, la ragazza di Dresda fuggita sotto i bombardamenti alleati e poi emigrata in America, riesce a trovare le risposte che cercava, risposte che offre a questa giovane donna straordinaria, la prima che lui senta veramente di amare.


RECENSIONE
Un romanzo da cui mi aspettavo molto di più! La trama sarebbe stata molto interessante affrontando il periodo storico della seconda guerra mondiale, ma i personaggi non danno emozione, i dialoghi sono scritti quasi in modo anonimo e anche in una forma molto insolita da vedere pubblicata in un libro di successo e da un editore così noto! Un’autrice famosa che ha successi precedenti di grande portata, ma che non mi emozionato, coinvolto ed affascinato, purtroppo l’argomento storico intrapreso da un punto di vista diverso dal solito doveva essere sviluppato in maniera interessante e coinvolgente… sono rimasta delusa. Comunque sia conferisco un buon giudizio, perché la curiosità di arrivare fino in fondo c’è stata e mi piacciono i romanzi storici contemporanei. Non consiglio la lettura!



Francesca Ghiribelli

lunedì 30 ottobre 2017

RECENSIONE “FIORE DI POESIA 1951 – 1997” DI ALDA MERINI



Curatore: M. Corti
Editore: Einaudi
Collana: Einaudi tascabili. Poesia
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: XXII-246 p.
EAN: 9788806219444

SINOSSI
Quella di Alda Merini è una poesia che muove attorno a un dolore radicale, assumendo multiformi aspetti: di ferita biografica, incubo mentale, ansia ascetica. Ma i versi della poetessa si aprono a feconde contraddizioni e nel momento stesso in cui articolano la loro poetica del dolore dichiarano un senso panico della vita che ha gli accenti di una felicità sensuale, ingorda di erotismo, di ritmi terrestri e ritmi cosmici.

RECENSIONE
Una raccolta composta da sorprendenti inediti e famosi componimenti partoriti da un’autrice meravigliosa come la Merini. Una celestiale luce fa da ombra fra le righe e l’ombra fa da straordinario sole per incantare di poesia le parole. La Terra Santa è il titolo della raccolta che prevale su tutte le altre. Il libro edito Einaudi colleziona tutte le sue opere, anche quelle mai conosciute, esattamente dal 1951 al 1997.
La poetica di Alda non è sempre facile da comprendere, soprattutto per chi non è avvezzo alla lirica: nei suoi versi la forza del suo disperato sentimento echeggia fin dal primo all’ultimo rigo. Qualcosa di onirico nella sua solitudine, nella sua malinconia albeggia senza sosta, ma l’amore per la poetica e la letteratura fanno rinascere la fenice della speranza dalle sue ceneri primordiali. Molti componimenti hanno uno stile aulico e accademico pur provenendo da una semplice passione intrinseca, che è quella della scrittura.
Si percepisce quanto la Merini sia diventata famosa poetessa per la sua curiosa vocazione alla lettura, nel ricercare in ogni personaggio citato o situazione descritta l’autenticità della nozione, ma soprattutto regalando ad ogni soggetto il suo personale tocco di sensibile e attenta osservatrice. La sua poesia osserva, ride, piange e grida l’abominio della follia, che lei stessa fa diventare bacchetta magica per rendere ancor più incantevole la sua arte scritturale.

FRANCESCA GHIRIBELLI